Nel mondo della sicurezza sul lavoro, la giurisprudenza continua a ribadire un principio fondamentale: la responsabilità del datore di lavoro non può essere elusa semplicemente invocando l’imprudenza del lavoratore, se prima non sono state adottate tutte le misure preventive e informative del caso.
La Corte di Cassazione, Sez. IV penale, con la sentenza n. 23320 del 23 giugno 2025, ha rigettato il ricorso presentato da un datore di lavoro condannato per omicidio colposo (art. 589 c.p.) in relazione alla morte di un operaio precipitato da un solaio pericolante all’interno di un palazzo in ristrutturazione
🔍 Il caso: un cantiere senza segnaletica adeguata
Il lavoratore, secondo la difesa, aveva volontariamente ignorato gli ordini ricevuti e si era recato in un’area interdetta, segnalata da una barriera in legno. Tuttavia, la Corte ha rilevato che:
- l’accesso era facilmente possibile da scale interne e da una porta comunicante col cantiere;
- la barriera (assi di legno alti un metro) era facilmente scavalcabile;
- mancava una segnaletica chiara del pericolo;
- le comunicazioni erano verbali, non estese a tutti i lavoratori
⚖️ La responsabilità datoriale: cosa dice la Cassazione
Secondo i giudici, il datore di lavoro non ha posto in essere le necessarie cautele per impedire l’accesso a un’area pericolosa, in un edificio gravemente danneggiato da un incendio. E la condotta del lavoratore, sebbene non conforme, non è stata considerata abnorme né imprevedibile:
“L’accesso ad aree adiacenti al cantiere era del tutto prevedibile e rientrante nel rischio della lavorazione da eseguirsi”
La sentenza richiama i principi consolidati secondo cui la responsabilità del datore non è esclusa dal comportamento imprudente del lavoratore, se prima non siano state adottate tutte le misure atte proprio a contenere quel rischio.
🧭 Cosa imparare da questa sentenza: 3 lezioni chiave
- La segnaletica non è facoltativa
È obbligo del datore segnalare efficacemente ogni pericolo: barriere deboli o cartelli generici non sono sufficienti. - La formazione deve essere tracciabile
Le comunicazioni verbali, se non documentate e non rivolte a tutti, non costituiscono difesa sufficiente. - Il rischio prevedibile è sempre responsabilità del garante
Se una situazione di pericolo può essere ragionevolmente prevista, il datore deve intervenire prima che si verifichi l’infortunio.
✅ Conclusione: sicurezza significa prevenzione, non reazione
Questa sentenza rafforza un messaggio chiaro: il datore di lavoro è garante della sicurezza anche quando il comportamento del lavoratore non è perfetto, se non sono state adottate tutte le misure idonee a prevenirne le conseguenze.
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